Corso Basic Dharma Teacher: Corso Base di Filosofia Buddhista (principianti e avanzati) in collegamento Skype

Domenica 11 – 18  Novembre dalle ore 11:00 – 12:30 Skype

Domenica 9 – 16 Dicembre 11:00 – 12:30 Skype

Tema dell’insegnamento:

Parte Terza Capitolo VI LA PAZIENZA Bodhisattvacharyavatara

condotto dal Maestro e guida Il Ven. Geshe Lobsang Sherap

“Tessera e Prenotazione Obbligatoria”

Costi: €.10,00 Soci mensili: gratis

Possibilità Pranzo indo-tibetana costo aggiuntivo €.10,00

Info/Prenotazioni: segretaria Monastero Tibetano 06.96883281 3493342719 (anche WhatsApp)


Biografia Śāntideva

nato nel 685 nella regione dell’India nordoccidentale denominata Saurāṣṭra (oggi Surāt nel Gujarat) figlio del re (rāja) Kalyāṅavarman(denominato anche Maňjuvarman). Fin da bambino ricevette da un asceta buddhista itinerante gli insegnamenti del bodhisattva cosmico Mañjuśrī (sanscrito, Colui che affascina) che gli apparve nel momento in cui, morto il padre, doveva subentrargli sul trono. In quella occasione Mañjuśrī gli impose di rinunciare al mondo e farsi monaco buddhista. Fuggito dal regno di Saurāṣṭra, Śāntideva raggiunse Nālandā dove il maestro priore Jayadeva lo ordinò monaco.

Duramente impegnato nello studio, di notte anziché dormire si mise a comporre due opere: il Śūtrasammuccaya e il Śikṣāmuccaya. Di giorno quindi si presentava perennemente assonnato guadagnandosi l’epiteto dispregiativo di bhusukupada (o bhusuku, monaco pigro: le iniziali bhu-su-ku indicano che è colui che pensa solo a mangiare, a dormire e a defecare).

Intenzionati per questo a cacciarlo dal monastero, gli altri monaci di Nālandā decisero di organizzargli un agguato: lo invitarono a pronunciare un discorso sul Buddhismo su un trono che era stato eretto a un’altezza tale in modo che non potesse essere raggiunto. Miracolosamente Śāntideva si librò nell’aria e raggiunse il trono, da dove recito il Bodhicaryāvatāra (L’ingresso nelle attività dei bodisattva) la sua opera più importante. Giunto a un verso del nono capitolo Śāntideva scomparve e rimase solamente la sua voce che continuava a recitare il testo.

Finita la recitazione dell’opera si allontanò da Nālandā e raggiunse Kaliṅga dove intraprese la vita di asceta itinerante, vivendo nudo.

Fu raggiunto dai paṇḍita di Nālandā che lo invitarono a rientrare al monastero, ma Śāntideva rifiutò anche se diede loro delle istruzioni per recuperare nella sua vecchia cella monastica una copia scritta del Bodhicaryāvatāra.